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E' dura la vita del montanaro...ma l'agriturismo ha contribuito a ...

A primavera si zappa il campo di bassa quota e si porta il bestiame fuori dalle stalle ai pascoli intermedi, tra i 1000 e i 1500 m., a giugno comincia la transumanza e si sale con le vacche o le capre all’alpeggio, sperando che non nevichi o geli, perché altrimenti le vacche possono morire.

Questa vita così faticosa ha provocato l’abbandono della montagna in moltissime valli alpine: provate ad esempio a risalire la valle dell’Orco fino a Ceresòle Reale; troverete decine di masi, baite e cascine dove il tempo si é fermato, dove non ci abita più nessuno da anni.

Spesso gli insediamenti non sono proporzionati alle capacità recettive di una zona, alle ville si sostituiscono i condomini, spesso costruiti in aree sempre evitate dai locali per il pericolo di valanghe.

I masi messi a disposizione dei turisti hanno avuto un notevole successo: Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Toscana guidano orgogliosamente questa agritour mania che ci riporta ad uno stile di vita più autentico, in mezzo al verde, rilancia l’immagine della montagna in ogni stagione e non solo per sciate o scalate estive ma per un modus vivendi più sano, lontano dallo stress cittadino.

Fonte: meteolive.leonardo.it

November 3, 2009 - Posted by fidisi | Uncategorized | | No Comments Yet

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