Paradisi fiscali, 1659 i veneti residenti
In testa risulta la provincia di Padova con 349 soggetti, segue la provincia di Vicenza con 317 e quella di Treviso con 296.
commento inviato il 23-10-2009 alle 14:24 da Gian Pietro Bontempi Servizio Sanitario Nazionale Suppongo che tutti i 1659 residenti nei paradisi fiscali utilizzino poi esclusivamente il servizio sanitario del paese in cui risiedono, in primis ecuadoregni ed uruguaiani.
commento inviato il 23-10-2009 alle 13:44 da fabio Sono molti di più E si sa bene che i dati AIRE non sono mai aggiornati……
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Fonte: www.gazzettino.it
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Perché cercarli in Liechtenstein, quasi tutti gli evasori depositano in Italia
La stampa nazionale frena e sta sgonfiando il caso degli investitori italiani in Liechtenstein. Gli accertamenti sui 400 nomi, acquisiti dall’Agenzia delle Entrate e al vaglio della Procura di Roma, si confermano “lunghi”. Nei giornali leggiamo che i nomi noti sarebbero una “piccola minoranza”.
E’ forse in atto un’operazione volta a nascondere qualche personaggio eccellente ? Bisogna riconoscere che la ricerca di investitori italiani nelle banche estere è un’aperta violazione alle leggi dello Stato estero, dove risparmi e investimenti vendono protetti e tutelati con anonimato e assoluto segreto bancario. Tutto questo perché alcuni Stati europei e non europei, considerano l’attività bancaria come essenziale per la loro economia interna. Questa situazione potrebbe cambiare solamente nel caso il parlamento locale emanasse un’apposita legge, che abroga quella in vigore, con la conseguente modifica della Costituzione. Ma perché dare la caccia agli investitori italiani all’estero? Con le nuove disposizioni comunitarie, non si vuole favorire la concorrenza e la libera circolazione di merci e capitali ? Se un cittadino paga regolarmente le imposte nel suo paese, ha poi il diritto di eseguire operazioni bancarie, in qualsiasi banca straniera. Probabilmente si vogliono sequestrare gli onesti risparmi depositati nei conti esteri, quando le nostre banche nazionali hanno capitali di dubbia provenienza: dopo le passate fasi di tangentopoli, calciopoli, rifiutopoli, puttanopoli, chissà quanto “denaro spazzatura” è conservato nei caveau delle nostre banche. Dato che qui da noi non esiste il segreto bancario, sarebbe interessante investigare nei conti dei nostri rappresentanti di partito, dividendo l’importo del malloppo complessivo per il numero degli anni di mandato. Può essere che tutto risulti regolare, ma una verifica si dimostrerebbe necessaria, anche in previsione delle prossime elezioni politiche.
Gian Pietro Bontempi.
Pubblicato da Piave in data Sabato, 08 Marzo 2008